FLASH
DEL SABATO
MATTINA
08-03-2025
#78
Trump-Zelensky e l'impatto sul mercato del lavoro
Torniamo ai fatti strani
A parte domande ed auguri, ai quali ho risposto personalmente, lunedì mattina ho ricevuto diverse email sul tema USA-UCRAINA.
Poiché ritengo che l’argomento possa avere una rilevanza generale, lo espongo in questo Flash:
Sabatino, cosa ne pensi dei nuovi sviluppi tra Trump e il Presidente ucraino?
1 - Avremo ripercussioni sul lavoro e sulle nostre attività?
2 - Ho in programma degli investimenti: mi conviene attendere?
3 - Alcuni addirittura chiedono: l’Italia potrebbe entrare in guerra?
Innanzitutto, vi ringrazio per la fiducia nel pormi simili domande e mi chiedo: mi chiedete un parere in base alla mia esperienza o perché mi stimate come persona?
Qualunque sia il motivo, vi ringrazio e rispondo volentieri.
IL FATTO
Quello che è successo venerdì 28 febbraio 2025, davanti al consueto caminetto della Casa Bianca, è un evento storico. Si tratta di una data che troveremo nei futuri libri di storia: gli Stati Uniti d’America, nella persona del Presidente e del Vicepresidente, hanno chiaramente dichiarato di non essere più disposti a fare da protettori dell’Europa e di non voler più spendere dollari per la sua difesa.
L’Europa, che si vanta di essere la culla della civiltà e un’importante potenza economica, dovrà quindi provvedere autonomamente alla propria sicurezza, qualora lo ritenga necessario.
Questa è la sostanza principale del messaggio.
Se dovessi esprimere un giudizio sulla messa in scena trasmessa in diretta TV, con la presenza dei giornalisti, preferisco astenermi da ogni commento.
Tuttavia, fonti autorevoli come il New York Times e il Financial Times hanno già iniziato a diffondere analisi sugli impatti globali di questa decisione.
Ora i commentatori televisivi, i rappresentanti dei vari partiti politici e i giornalisti avranno materiale per discutere almeno per un mese (o finché non accadrà qualcosa di ancora più importante).
Ascolteremo opinioni contrastanti:
Alcuni sosterranno che tutto era ben organizzato per ridicolizzare il Presidente ucraino in diretta mondiale.
Altri diranno che la colpa è del Presidente ucraino, che ha insistito troppo sulle garanzie di sicurezza dell’accordo, facendo perdere la pazienza a Trump e portando la discussione a degenerare.
Caso strano: ognuno sarà convinto della propria tesi. Caso strano: ognuno apparterrà, più o meno, a una precisa corrente politica.
NON MI PERMETTO DI AGGIUNGERE ALTRO.
COME REAGIRÀ IL MERCATO DEL LAVORO IN ITALIA?
QUESTO EVENTO È UNA NOTIZIA NEGATIVA CHE PUÒ INFLUENZARE IL MERCATO
1. Aumenta l’incertezza negli investimenti: anche di chi dispone di risparmi che, di fronte all’insicurezza del futuro, deciderà di spendere solo per necessità.
2. Cresce la paura di accendere un mutuo, se non si ha una visione chiara del futuro.
3. Il rischio di dazi del 25% sull’Europa potrebbe inizialmente rappresentare un freno, ma gli americani, abituati a consumare Parmigiano e vino italiano, pagheranno di più senza cambiare gusti. Questo genererebbe inflazione, portando probabilmente a una riduzione e rinegoziazione della tariffa. Tuttavia, l’Italia vende molto nella fascia alta, con prodotti destinati a chi può permetterseli. Non considero quei comparti particolari come la farmaceutica o altri settori dei quali non conosco molto bene le dinamiche.
IN CONTROTENDENZA
C’è anche una categoria di persone che, temendo un aumento dei prezzi, preferisce anticipare gli acquisti. Questa dinamica riguarda sia chi ha liquidità sia chi deve indebitarsi.
In sintesi, nel settore dell’edilizia non vedo rischi di calo del lavoro. Piuttosto, il momento richiede una maggiore presenza nelle vendite, per far comprendere al cliente il valore della differenziazione e dell’innovazione del prodotto.
LA REALTÀ DEL MERCATO ITALIANO OGGI
Oggi, in Italia, il mercato è più sano rispetto al passato:
- La maggior parte delle aziende è ben capitalizzata.
- Le banche sono pronte a finanziare imprese meritevoli.
- I tassi di interesse sono relativamente bassi. Banca d'Italia conferma che i tassi medi sui prestiti alle imprese si attestano al 3,5%, un livello storicamente favorevole.
COSA FARE CON GLI INVESTIMENTI?
Se l’investimento è già stato programmato per migliorare l’industrializzazione dell’azienda, ampliarne gli spazi o garantire una migliore qualità del prodotto, deve essere realizzato senza esitazioni. (Come diceva Draghi: si tratta di un debito buono).
Se, invece, l’investimento è ancora da pianificare ed è destinato esclusivamente a una futura crescita, è necessario valutarlo con attenzione:
- - Se si tratta di un’innovazione richiesta dal mercato, bisogna agire senza esitazioni.
- - Se si tratta di un prodotto maturo, questo potrebbe non essere il momento più adatto per crescere.
I FATTORI DA VALUTARE PRIMA DI INVESTIRE
In ogni caso, ogni investimento deve essere ponderato su più elementi:
- - La solidità economica dell’azienda.
- - Il suo posizionamento sul mercato.
- - La presenza di un team di personale ben formato.
- - La validità del prodotto in termini di innovazione.
- - Una rete commerciale collaudata e pronta a supportare il lancio.
Se tutti questi aspetti risultano positivi, l’investimento va fatto. Solo in caso di guerra gli investimenti sarebbero impossibili, ma non è il nostro caso.
In conclusione, vista la situazione internazionale non del tutto stabile, è prudente non fare il passo più lungo della gamba.
Penso di aver dato risposte esaurienti e riflessive, non mi dilungo oltre.
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La rubrica del fatto strano continua.
Aiutami con questa campagna di sensibilizzazione. Il tuo racconto servirà a scendere sempre più nel dettaglio della gestione dei progetti. Non farò nomi per questione di privacy.
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Buon sabato e buona Festa alle donne,
Sabatino Faraone
PRESIDENTE - faraone.it
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Sabatino Faraone