FLASH
DEL SABATO
MATTINA
14-06-2025
#92
COME GESTIRE UN CANTIERE ORGANIZZATO
COSA SUCCEDE QUANDO PROGETTISTI, IMPRESE E FORNITORI LAVORANO CON RUOLI CHIARI
Questo è un messaggio che spero possa trarre ispirazione per i lettori.
Evitiamo di dare sempre la colpa agli altri.
Quando un lavoro si blocca o qualcosa va storto, parte il solito giro:
il posatore accusa il progettista, l’impresa scarica sulla fornitura, il progettista risponde che nessuno l’ha avvisato.
Eppure, spesso, il vero problema è più semplice:
non è chiaro chi deve fare cosa, quando, e con quali responsabilità.
Nel mondo dell’edilizia, parliamo spesso di qualità del prodotto.
Parliamo meno di qualità del processo.
Lo sappiamo tutti, proprio lì si gioca la differenza tra un lavoro che fila liscio e uno che diventa un campo minato.
Ma procediamo per punti.
1.
UN CASO CHE MI HA CAMBIATO IL MODO DI LAVORARE: BERCY EXPO, PARIGI – 1992
Un progetto ambizioso: 5 chilometri di vetrine alte 3 metri, su 5 piani, da smontare e rimontare in base agli spazi espositivi.
Alla prima riunione, l’architetto non mi chiese il prezzo. Mi disse:
“Voglio capire se siete in grado di seguire le esigenze progettuali e la mole di lavoro.”
Tornato in azienda, dissi al mio team: “Non ci sarà nessuna commessa se non presentiamo un progetto personalizzato.”
Progettammo 22 profili nuovi. Tornai a Parigi con i disegni.
Inizialmente ho notato disinteresse. Poi attenzione. Poi un segnale:
“Avete interpretato bene il progetto, ma ci sono dettagli da rivedere.”
Offrii un'esclusiva: tutte le matrici create sarebbero state distrutte a fine lavoro. Nessun riutilizzo.
Era un atto di rispetto verso un progetto serio. Fu accettato subito.
2.
IL CANTIERE ORGANIZZATO NON È UN'IDEA: È UN SISTEMA
Alla prima riunione in cantiere mi affidarono un manuale operativo.
Ingressi camion, scarichi, orari, accesso ai piani: tutto già pianificato.
Dissi: “Impossibile che fra 120 giorni al 2° piano siano già pronti per ricevere i serramenti.”
Risposero:
“Il cantiere cresce in parallelo. Al secondo piano sarà tutto finito: impianti, pavimenti, controsoffitti. Lei rispetti il suo cronoprogramma.”
E così fu.
Programmammo 118 giorni di lavoro. I camion scaricarono puntuali.
Ogni settimana una riunione. Senza rinvii.
Tutti allo stesso tavolo: fornitori, progettisti, imprese. Nessuno al di sopra, nessuno al di sotto. Solo ruoli chiari e responsabilità condivise.
Risultato?
Il cantiere fu completato con 4 mesi di anticipo.
Il saldo del 5%, previsto a 180 giorni dalla chiusura, fu pagato il giorno della consegna
Nessuna tensione. Solo metodo, rispetto e coordinamento
3.
oggi, il cantiere che funziona può esistere ancora
Teramo, 2023 – Palazzina in ristrutturazione.
Parapetti in vetro previsti nel cronoprogramma per metà luglio.
Durante il primo sopralluogo abbiamo fatto notare che il cordolo in cemento non era ancora gettato.
La risposta della DL fu chiara:
“Aspettiamo di condividere ogni dettaglio tecnico prima di andare avanti. L’obiettivo è fare le cose una volta sola, nel modo giusto.”
E così avvenne:
Il rilievo tecnico fu programmato in anticipo
I disegni esecutivi approvati a cantiere aperto
La documentazione completa (dichiarazioni 1B1, resistenze, certificazioni UNI) richiesta prima, non dopo
Consegna e posa si svolsero senza imprevisti.
L’ultima riunione con la DL durò 10 minuti.
Tutto era già stato condiviso, discusso e risolto.
Come dovrebbe essere, sempre.
4.
COSA FUNZIONA QUANDO IL CANTIERE è ORGANIZZATO
Il progettista partecipa alle decisioni costruttive, prima, non a cose fatte
I fornitori vengono coinvolti nel progetto, non solo nella posa
Le date sono condivise. I ritardi si evitano, non si giustificano
Ogni soggetto sa quando deve agire e cosa consegnare
UNA FRASE CHE RISUONA ANCORA OGGI NELLA MIA TESTA, DAL CANTIERE DI PARIGI
“Se devi demolire qualcosa per lavorare, è a tuo carico. Se vuoi evitarlo, devi esserci prima.”
5.
IN CONCLUSIONE, UN CANTIERE BEN GESTITO NON è UN'UTOPIA!
È un sistema dove le regole esistono, valgono per tutti e vengono rispettate.
I progettisti non devono rincorrere i fornitori.
Le imprese non devono improvvisare in posa.
I fornitori non devono correggere errori non loro.
I collaudi non devono essere una corsa all’ultimo documento.
Quando ognuno fa la sua parte, il risultato non è solo tecnico.
È umano. È organizzativo.
È qualità vera.
Un cantiere ben gestito non è fatto solo di prodotti giusti.
È fatto di persone che sanno lavorare insieme, con chiarezza e metodo.
A noi piace lavorare così e invitiamo tutti i nostri interlocutori a progettare prima la migliore soluzione per rispettare le tempistiche ed evitare di dover intervenire di corsa rischiando di commettere errori grossolani.
Se anche tu vuoi lavorare organizzato, con meno rischi e più valore, penso che c'è solo da guadagnarci.
Ovviamente se la Faraone può assisterti, contattaci: ti spieghiamo come possiamo integrarti in un flusso già rodato, tecnico e concreto.
Senza promesse. Solo fatti.
Usa i nostri strumenti a tua disposizione e che sono pensati per dare valore alla tua professionalità.
(Manuali, guide, istruzioni, video)
Se ci conosci sai di cosa sto parlando.
QUAL È LA TUA ESPERIENZA IN CANTIERE?
Inviami qui il tuo vissuto quotidiano.
Inviami qui il tuo vissuto quotidiano, sia che sia un "Fatto Strano" che un "Fatto Virtuoso". >
Buon sole,
Sabatino Faraone
PRESIDENTE - faraone.it
HAI UN FATTO STRANO? RACCONTAMENE UNO.
Invia qui il tuo messaggio che leggerò personalmente.
Sabatino Faraone