Dettaglio foto cantiere Bercy

FLASH

DEL SABATO

MATTINA

21-06-2025

#93

L'ESEMPIO VIRTUOSO DEL CANTIERE DI BERCY EXPO A PARIGI

COME GESTIRE UN CANTIERE ORGANIZZATO

OGNI PARTICOLARE TECNICO VIENE DEFINITO TRA PROGETTISTA, COSTRUTTORE E FORNITORE CON POSA IN OPERA

 

Forse perché molti pensano che un “Cantiere Organizzato” non sia davvero possibile.
Ecco perché, dopo lo scorso flash, in tanti mi avete chiesto di raccontare una mia esperienza reale.
E allora eccola, la mia storia. Servita.

 

PREMESSA:
Il racconto  dedicato al “cantiere organizzato”, fa riferimento ad  una mia esperienza vissuta in Francia negli anni ’90, dove rimasi colpito dalla “cultura” dei francesi riguardo l’organizzazione del cantiere.

 

Con questo non voglio dire che i francesi siano migliori degli italiani, ma riconosco, per esperienza vissuta, che adottano un metodo più efficace nella gestione e organizzazione del cantiere.

 

Se non la pensi come me scrivimi e condividi pure la tua idea.

 

La mia esperienza a Parigi negli anni 1992-1994, sia su cantieri medio-piccoli sia su grandi opere, mi ha fatto capire quanto sia semplice lavorare in un cantiere programmato e organizzato.

In quasi tutti i cantieri trovavo gli uomini della società “Bureau Veritas”, che operava come “bureau de contrôle”.

 

Ora entriamo nel dettaglio: voglio illustrare l’operatività in un grande cantiere, per far comprendere meglio la gestione complessa ma organizzata.

>

Il cantiere del Bercy Expo a Parigi.

Il primo contatto, settembre 1992.

 

Il mio agente per la Francia, era venuto a conoscenza di questa importante opera a Parigi e mi fissò un appuntamento con il responsabile acquisti e con l’architetto progettista La Fontà. L’architetto mi presentò il progetto dicendomi: “Prima di parlare di preventivo devo capire se Faraone è in grado di affrontare sia le mie esigenze, sia la quantità di lavoro".

 

Ascoltai con piacere le sue parole e mi sentii pronto alla sfida (conoscendo il campanilismo dei francesi e l’importanza del lavoro, intuivo le eventuali difficoltà).

L’architetto continuò: si tratta di una esposizione permanente di prodotti alimentari di tutte le regioni delle nazioni europee, chiamata Bercy Expo. Un investimento di privati (un gruppo di tre banche) che affitteranno gli spazi alle varie regioni: alcune per tutto l’anno, altre per alcuni mesi.

 

Il lavoro di serramenti, ancora da appaltare, consisteva in una serie di vetrine alte tre metri, per un totale di cinque km, distribuite su cinque piani. Le vetrine dovevano essere facilmente smontabili e rimontabili, sia nelle parti fisse che in quelle apribili, a seconda delle richieste delle regioni, con spazi variabili nel tempo. Si trattava di vetrine particolari, pensate per arredare i corridoi dell’esposizione.

Mi consegnò l’architettonico di massima, specificando che esigeva soluzioni personalizzate.

 

Risposi: “Architetto, cercherò di abbozzare alcune soluzioni e potremo rivederci fra 10 giorni".

Il lavoro era entusiasmante, ma nutrivo poche speranze; non era facile progettare e trovare la soluzione ideale e personalizzata. Pensai: è una buona tattica per dirmi grazie e arrivederci.

 

Abbozzammo insieme ai miei tecnici alcune soluzioni, cercando di interpretare il progetto di massima del progettista, poi ognuno al suo lavoro, con relative riunioni serali.

Dopo 10 giorni, di nuovo a Parigi, all’incontro con l’architetto e i suoi collaboratori notai nei loro volti un marcato disinteresse, nulla di diverso da quanto mi aspettassi.

Iniziammo a sfogliare i disegni e cercai di spiegare come avessimo tentato di interpretare i loro bisogni. Mi accorsi che erano diventati attenti e chiedevano sempre più spiegazioni; non vedevo più un’aria di sfida.

Dopo circa un’ora di colloquio, l’architetto esclamò: “Vedo con piacere che avete sviluppato abbastanza le mie idee, tuttavia ci sono diversi particolari da rivedere".

Per me era il segnale che eravamo sulla giusta strada e mi venne subito spontaneo proporre: che l’intero progetto restava in esclusiva e le nuove matrici venivano distrutte al termine dei lavori.

 

L’architetto, molto lusingato all’idea di un’opera esclusiva, disse con un ampio sorriso: “Faraone, va benissimo.”
Furono necessarie altre due riunioni a Parigi e il progetto fu completato con 22 nuovi profili estrusi, realizzati solo per quel lavoro.

Dettaglio foto cantiere Bercy

>

PASSIAMO AI DETTAGLI

La parte economica fu poi definita con l’ufficio acquisti, rientrava nel budget, quindi si trattò solo di una trattativa di circa 10 minuti, firma del contratto e acconto del 20% (dietro mia fideiussione bancaria a garanzia). Eravamo a dicembre del 1992 e la consegna era prevista a 120 giorni.

Il contratto, già prestampato, prevedeva:
1. Il rispetto assoluto delle direttive del Bureau de Contrôle (un ente esterno dedicato solo alla direzione e controllo del cantiere), con consegne programmate per i singoli piani secondo il cronoprogramma di cantiere.
2. Penali in caso di ritardi, con annullamento del contratto se il ritardo non fosse recuperato.
3. Pagamento con assegno bancario a vista ogni fine mese, in base agli stati di avanzamento lavori.

>

Da qui inizia la parte del cantiere organizzato

Alla prima riunione di cantiere mi presentarono i quattro tecnici del Bureau de Contrôle, di cui uno era il direttore generale di tutto il cantiere.

Mi consegnarono il manuale delle regole da rispettare, da firmare per presa visione (manuale già conosciuto tramite l’ufficio acquisti).

 

Il cantiere si trovava al secondo solaio (dei sei previsti, compresa la copertura) e, da programma, le mie prime consegne sarebbero dovute iniziare dopo 120 giorni al secondo solaio.

 

Pensando “all’italiana”, mi permisi di dire:
“Signori, in base alle dimensioni del cantiere (lungo 500 metri e largo 40), fra 120 giorni potrete al massimo arrivare al 4° solaio e quindi io non potrò lavorare al secondo piano con le finiture. Penso che i serramenti verranno montati per ultimi, dopo pavimenti e controsoffitti".

 

Uno di loro, tecnico del Bureau, mi rispose con calma:
“Lei, Faraone, rispetti il suo programma; fra 120 giorni saremo al 4° piano con il grezzo, ma avremo già fatto tutti i lavori al 2° piano, compresi impianti, controsoffitti e pavimenti. Il fabbricato cresce contemporaneamente tra esterno e interno. I lavori sono indipendenti e ben programmati per evitare sovrapposizioni. Lasciamo per ultimo il 1° piano perché, al momento, lo utilizziamo come magazzino.

Non abbiamo spazi esterni al cantiere, quindi tutti gli scarichi dei camion avvengono al piano -1 e i materiali vengono trasportati ai piani tramite cinque ampi montacarichi.

 

Per l’ingresso e gli scarichi dei camion, ci saranno programmi settimanali con orari da rispettare e indicazioni su zona di ingresso, scarico e uscita.
Il cantiere si muove in modo organizzato; saremo intransigenti con i fornitori che non rispettano il programma.

 

Oggi, con questa prima riunione, capirà molte cose. Anche se alle prossime riunioni settimanali non parleremo dei suoi prodotti, dovrà essere sempre presente (lei o un suo delegato) e si accorgerà che, se dovessimo chiudere una parete che potrebbe complicarle la posa, dovrà avvisare in anticipo; sappia che, se qualcosa dovrà essere demolito, sarà a suo carico".

 

La riunione si svolse intorno a un tavolo rotondo con circa 20 persone. Ripensando “all’italiana”, tutto mi sembrava irrealizzabile. Tuttavia, ripartii pensando al mio programma di lavoro per essere pronto a fare le prime consegne entro i 120 gg .

La macchina Faraone era ben rodata e organizzata e, puntuali al 118° giorno, i primi due camion erano a Parigi a scaricare parte del primo lotto, inclusi i vetri 6+6 e la manodopera per la posa.

 

Il cantiere procedeva come da programma: ogni fine mese lo stato di avanzamento lavori e l’assegno pronto da ritirare a mano.

Non voglio dilungarmi oltre, ma posso dire solo che il cantiere era organizzato alla perfezione.

 

QUAL È STATO IL RISULTATO FINALE?

Lo vedrai al prossimo flash.

Nel frattempo, dimmi pure cosa ne pensi.

Inviami qui la tua esperienza in cantiere. >

 

 

Un saluto e al prossimo Sabato,

 

Sabatino Faraone
PRESIDENTE - faraone.it

HAI ESPERIENZE PARTICOLARI IN CANTIERE? RACCONTAMENE UNA.

Invia qui il tuo messaggio che leggerò personalmente.

Sabatino Faraone

  • Consenso
  •