Libro: La mia storia - Sabatino Faraone

FLASH

DEL SABATO

MATTINA

01-03-2025

#77

GLI SCENARI DI MERCATO DI UN "GIOVANOTTO" DI 82 ANNI

UNO SGUARDO AL PASSATO E UNO SGUARDO AL FUTURO DEL MONDO DEL LAVORO

Oggi non parlerò di parapetti in vetro. Proprio ieri, 28 febbraio, ho compiuto 82 anni. "Sì, hai letto bene: OTTANTADUE!"

 

Come sempre, l'età può sembrare tanta dal punto di vista di un giovane, mentre per i "meno giovani" che mi conoscono da tempo, è del tutto normale.

1.

COME STA LA MIA SALUTE?

A parte qualche acciacco, con dolori alla schiena e, di conseguenza alle gambe, mi sento abbastanza bene e per questo ringrazio il buon Dio.

 

Come passo la giornata a 82 anni?

Può sembrare strano, ma nella mia agenda (segnata su iPad) ho diversi appuntamenti:

 

1. Due volte a settimana:
- Un'ora di ginnastica posturale
- Un'ora di massaggi
- Un'altra ora dedicata a trattamenti vari

 

Inoltre, faccio circa mezz'ora di camminata e mezz'ora di cyclette.

 

Guardando la mia agenda, vedo che ci sono pochi giorni completamente liberi.

 

 

A parte queste attività, cosa faccio durante la giornata?

 

Semplice: passo 8 ore in ufficio (dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 19:30):

- Il 90% del tempo sono alla mia scrivania, lavorando sul mio iPad.

- Il restante 10% lo dedico ad altre attività, tra cui il disegno al tecnigrafo di nuove idee.

 

Nelle 8 ore di ufficio, rientrano anche le varie attività di ginnastica ecc.

 

 

Cosa faccio alla scrivania?

 

Mi tengo informato, seguo webinar che ritengo interessanti, leggo, riporto le mie riflessioni, sviluppo nuove idee da sottoporre e sono anche al servizio delle richieste di chi oggi dirige l’azienda: i miei figli e mio genero.

 

 

Perché dico "al servizio"?

 

Perché ho capito che la mia esperienza è utile soprattutto nell'esaminare e discutere assieme le varie tematiche.

 

Se proponessi direttamente le mie idee, potrebbero non combaciare con le loro esigenze, con il loro modo di vedere il mercato o gestire l’azienda.

 

Non è stato facile accettarlo, ed è ancora più difficile adattarsi, soprattutto per uno come me, che viene dalla gavetta e che ha sempre deciso in autonomia. Tuttavia, bisogna rendersi conto della realtà.

 

 

Come ho fatto a rendermene conto?

 

Ripeto: è più facile a dirsi che a farsi, ma ho capito, forse tardi, che esistono dei tempi da rispettare. Si può essere più utili a lasciare che le nuove generazioni gestiscano l’azienda secondo le loro modalità pur essendo sempre disponibile ad ascoltare proposte e dare consigli.

 

Nei momenti liberi, mi diverto a scrivere alcune mie idee, come il libro sul marketing o come l’ultima "Guida alla posa dei parapetti in vetro". Spero di pubblicarne altri in futuro.

 

E, ovviamente, dedico tempo anche alla scrittura del Flash del sabato mattina, con le relative risposte a chi mi pone domande.

 

 

Perché sono 8 ore in ufficio?

 

Semplice: perché è il mio divertimento, il posto in cui mi sento più appagato.

 

Le attuali 8 ore di lavoro per me sono già un riposo, considerando che in passato lavoravo 12-13 ore al giorno e viaggiavo per l’Italia e l’estero fino ai 75 anni.

 

Il lavoro, anche solo per documentarmi, è sempre stato per me un piacere, una competizione continua.

 

Non ho mai dimenticato che nei miei primi 20 anni di vita lavoravo nei campi con mio padre contadino, dove le giornate di lavoro nei mesi estivi duravano in media 16 ore. Si diceva: "Dal sorgere al calare del sole".

 

Quegli anni hanno forgiato la mia resistenza al lavoro.

 

A 75 anni ho presentato il libro "La mia storia - Un ragazzo di campagna con i sogni di un imprenditore".

 

Non l'ho scritto per vantarmi, ma per dimostrare ai giovani che, con buona volontà e spirito di sacrificio, ogni obiettivo è raggiungibile.

2.

OGGI, COME VEDO IL FUTURO A 82 ANNI?

Vedo due scenari:

 

1) Uno scenario negativo

 

- Creato dai media (TV, giornali, politica), questa visione dipinge un mondo in crisi, diffonde solo allarmismi e panico per guadagnare audience.

 

- Questa negatività ha un impatto psicologico enorme sulle persone, e contribuisce anche al calo delle nascite.

 

- Il vero pericolo, quando arriva, non viene annunciato prima (basta pensare alla Seconda Guerra Mondiale o ad altre rivoluzioni).

 

 

2) Uno scenario positivo

 

Se guardiamo la realtà, il mercato è sano.

 

Oggi, per chi ha un'azienda avviata, c'è un mercato selezionato con clienti più prudenti ma solidi.

 

Ci sono ancora spazi di crescita, lasciati liberi da artigiani che vanno in pensione o chiudono per mancanza di ricambio generazionale.

 

Questi spazi vengono occupati da aziende con prodotti industrializzati, che hanno più possibilità di crescita.

 

Nei settori legati all’edilizia, la tendenza è sempre più verso la produzione industrializzata con impianti automatizzati e robotizzati -  ed altri che rivendono.

Un modello che già vedevo in Germania negli anni ‘70.

 

In Italia, questo fenomeno è partito con la vendita di porte interne, infissi in PVC e tende da sole, ed ora si sta espandendo ad altri settori.

 

L’artigiano di oggi si sta trasformando in un rivenditore di prodotti industrializzati, gestendo meglio la clientela locale e la posa in opera.

 

Questo modello offre maggior sicurezza economica e minori responsabilità sulla produzione, dato che la manodopera qualificata è sempre più rara.

 

Ad esempio, un tempo i parapetti e le ringhiere erano realizzati e installati dai fabbri.

Oggi, le ringhiere sono per il 50% in alluminio e vetro o totalmente in alluminio, prodotte dall’industria e vendute dai rivenditori - posatori.

3.

IL RUOLO DEI GIOVANI E DELLE REALTA' DEL FUTURO

- Oggi i giovani non sentono più molto il bisogno di avviare attività imprenditoriali come accadeva ai miei tempi.

 

- Preferiscono una crescita professionale in un ambiente di lavoro più stabile e organizzato.

 

- Le aziende avviate hanno bisogno di dirigenti formati, ambiziosi e capaci di lavorare in squadra.

 

Oggi, un’azienda che non cresce o non investe per migliorare è destinata a scomparire.

 

Il futuro sarà sempre più selettivo, basato su specializzazione e innovazione.

Il mercato non ammette immobilismo: o sei competitivo, o vieni assorbito, oppure scompari.

 

Il vecchio modello "il piccolo è bello" è sempre più un’eccezione in Italia.

La specializzazione vale anche per i progettisti, che sempre più spesso lavorano in team associati, anche su scala internazionale.

 

Un dirigente d'azienda non deve farsi influenzare dai media negativi, ma guardare la realtà, affrontare la burocrazia con pazienza e studiare la concorrenza.

 

"Nel momento in cui ti senti insuperabile, inizia la tua discesa. Quando te ne accorgerai, potrebbe essere troppo tardi."

 

Il segreto per non perdere posizioni?

 

Lavorare con obiettivi chiari e crescere continuamente.

Come diceva Gabriele D’Annunzio nella sua poesia "I Pastori":

"Ah perché non son io co' miei pastori?​"

 

 

In ultimo, se vuoi approfondire sulla mia storia, e su cosa mi ha spinto a diventare un imprenditore, ti invito a prendere qui la tua copia del libro.

Libro: La mia storia - Sabatino Faraone

LA MIA STORIA

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