FLASH
DEL SABATO
MATTINA
29-03-2025
#81
PARAPETTI E SICUREZZA DOPO IL 110%
QUELLO CHE OGNI PROFESSIONISTA DOVREBBE SAPERE
Anche stavolta ho selezionato fra i fatti strani segnalati dai clienti.
SI TRATTA DEI PARAPETTI SOSTITUITI CON IL FAMOSO 110%
La maggior parte delle sostituzioni è stata eseguita eliminando le vecchie ringhiere in ferro e vetro retinato.
Hai presente com’erano fatte la maggioranza delle ringhiere in ferro degli anni ’70, ’80 e ’90? Piantone con piatto da 40 x 12 mm con due angolari 15 x 30 mm saldati al piatto, fermavetro con profilo a forma di U da 12 x 12 mm a scatto su viti di ottone e vetro retinato da 6 mm come pannello di tamponamento. La sigillatura del vetro era realizzata con un materiale comunemente chiamato “stucco o mastice”.
Ricordo che lo stucco aveva un formato simile a un mattone di colore terra; il posatore ne staccava un pezzo con le mani, lo arrotolava fino a farne un cordone del diametro di circa 10 mm e lo schiacciava manualmente nello spazio interno tra il fermavetro e il vetro.
Il mastice-stucco, dopo poco tempo, si essiccava ed è rimasto lì per tutti questi anni.
La struttura in ferro veniva verniciata a pennello dall’apprendista fabbro, prima con antiruggine e poi con smalto.
CHE SICUREZZA OFFRIVANO NEL TEMPO?
La struttura in ferro veniva aggredita dalla ruggine: dopo circa 7-8 anni se vicino al mare, oppure dopo circa 15 anni se lontano dal mare. La ruggine era abbastanza nascosta dalla coltre di smog che si creava nel tempo.
Nel frattempo, la maggior parte dei vetri retinati si lesionava a causa della ruggine stessa della rete. La ringhiera si teneva in piedi solo grazie al passamano conficcato nella muratura ai lati terminali. Le persone non si appoggiavano quasi più sulla ringhiera, sia perché scoraggiate dallo sporco fuso nello smog, sia perché non dava la giusta sicurezza.
FINALMENTE ALCUNE RINGHIERE SOSTITUITE CON LA SCUSA DEL 110%…
SOSTITUITE COME?
Non voglio polemizzare dando numeri a caso.
Personalmente, ho avuto occasione di parlare casualmente con circa 30 progettisti che hanno seguito la progettazione relativa agli edifici condominiali.
La domanda era la seguente: le ringhiere che sono state sostituite a quali norme si riferivano? Erano dotate di certificati di laboratorio?
La maggior parte, oltre la metà, mi ha risposto che "la sicurezza del parapetto è a carico del costruttore e dell’installatore", e che erano stati rassicurati da loro sulla rispondenza alle norme.
Alcuni erano entusiasti della domanda e mi hanno detto che era stato fornito loro il certificato di laboratorio, ma non ricordavano a quali norme facesse riferimento. A questo punto, bisognerebbe accertarsi di quali norme si parlasse nel rapporto di prova.
Solo qualcuno ha risposto che i rapporti di prova facevano riferimento alla norma 11678:2017, attualmente in vigore.
PERCHÉ HO VOLUTO FARE QUESTA INDAGINE?
Perché già nei parapetti sostituiti vedevo evidenti irregolarità rispetto alle norme:
- Alcuni realizzati con struttura in ferro e ben verniciati a forno, ma con doghe orizzontali facilmente scalabili.
Altri con piantoni di sezione 40x40 mm, difficilmente adatti a superare le prove di sicurezza.
- Altri ancora, all’apparenza i più belli, realizzati in acciaio inox e vetro sostenuto da 4 pinze. Guardando da vicino: piantone con tubo da 42 mm di diametro e spessore 2 mm (standard), vetri stratificati con spessore 5+5 mm non temperati. Belli a vedersi, ma di classe appena per i 100 kg/m. Inoltre, quei vetri difficilmente supererebbero la prova del pendolo, al limite solo con un impatto da una distanza di 30 cm (come da norma del ’99) invece che da 70 cm, come richiesto dalla norma attuale. Quindi, in caso di urto accidentale violento, i vetri potrebbero rompersi.
UN VERO PECCATO: AVER SOSTITUITO I PARAPETTI, TRASCURANDO LA SICUREZZA!
Eppure, tutto veniva realizzato apparentemente nel rispetto delle norme!
Dobbiamo solo augurarci che non accada alcun incidente su questi parapetti e che possano essere più resistenti di quello che appaiono alla vista, altrimenti è facile immaginare cosa potrebbe succedere dopo.
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