Condominio sostenibile e certificato - Ottobre/Novembre 2022

GRANDE BELLEZZA MA CON SICUREZZA

Le regole stringenti che assicurano la solidità dei parapetti sono contenute nella normativa UNI 11678, Per questo, accanto al design le aziende devono sottoporre i vetri a dure prove di robustezza.

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La grande bellezza deve fare rima con grande sicurezza. Un condominio non può limitarsi a rendere gradevole la facciata dell'edificio, ma è obbligatoriamente tenuto a utilizzare prodotti che rispettano i criteri di solidità.
Non è solo un principio di buon senso, ma anche un requisito di legge. Questo principio vale ancora di più per i parapetti: devono evitare non solo che chi si appoggia possa precipitare, ma anche che siano resistenti nel tempo. Principi che un'azienda come Faraone si preoccupa di seguire con scrupolo. Tanto che la stessa impresa di Tortoreto (Teramo) ha messo a punto il Manuale del Parapetto in Vetro per gli installatori che percorre i parametri specifici che dal 2017 sono contenuti nella norma UNI 11678. «La sicurezza è un elemento imprescindibile di tutti i nostri prodotti, e ogni parapetto ha una capacità di resistere ai carichi a seconda della sua destinazione d'uso», spiega Flavio Faraone, CEO dell'azienda.

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Le differenze

La norma UNI 11678, intitolata «Vetro per edilizia - Elementi di tamponamento in vetro aventi funzione anticaduta - Resistenza al carico statico lineare e al carico dinamico - Metodi di Prova», considera i parapetti in vetro a partire dal materiale da costruzione, che non è sempre lo stesso. I parapetti, infatti, possono essere realizzati in vetro stratificato temprato e/o indurito con intercalari diversi a seconda della prestazione richiesta (UNI 7697). Ogni materiale ha caratteristiche di resistenza a flessione diverse e per ogni tipologia sono state determinate norme specifiche. «Anche gli intercalari sono cruciali per determinare la prestazione del parapetto, a parità di spessore vetro e carichi agenti», precisa l'ingegnere strutturista di Faraone, Gabriele Romagnoli.

 

Anti caduta

La norma UNI 11678 considera, quindi, gli elementi in vetro con funzione anti caduta, la resistenza al carico statico lineare e al carico dinamico e i relativi metodi di prova. Si applica nel caso sia di elementi realizzati in opera sia per elementi realizzati in luogo diverso, tipo in laboratorio o in ambienti di prova. Inoltre, suddivide i parapetti in vetro in tre gruppi, definiti in base alla loro configurazione funzionale. Il primo considera il caso di assenza del corrimano, con l'eccezione dei profili di protezione del bordo del vetro che non abbiano funzione di ripartizione del carico. Il secondo gruppo prende in esame un corrimano collaborante, con la funzione di ripartizione del carico lineare. Il terzo, infine, esamina il caso di un corrimano dotato di una propria struttura portante: in questo caso il vetro serve come tamponamento.

 

I test
I vetri come quelli utilizzati da Faraone, per essere idonei alle strette norme di sicurezza, devono superare severi test, come prove con carico statico lineare per determinare la resistenza a diversi limiti: per esempio, dal normale esercizio fino al collasso dopo una rottura indotta. Ci sono poi le prove d'impatto, per determinare la resistenza meccanica a carico dinamico secondo una sequenza che prevede prima lo scontro con un corpo duro e poi uno semi-rigido. Il vetro, anche se rotto, deve mantenere una capacità di resistenza residua.